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Farmacopea
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La mwawfarmacopea è un codice farmaceutico, cioè un complesso di disposizioni tecnico/scientifiche ed amministrative, di cui il mwbafarmacista si serve per il controllo della qualità dei medicamenti, delle sostanze e/o dei preparati finali, mediante l'indicazione di metodi di verifica chimico analitici e tecnologici delle specifiche di qualità, dei metodi di preparazione o della formulazione. Contiene inoltre le disposizioni opportune e necessarie a regolare l'esercizio della mwbqfarmacia.

Contents

Storia
Note

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Farmacopee ufficiali

La "farmacopea ufficiale" è il testo normativo compilato da organismi statali di controllo delle varie nazioni (che si basano, a loro volta, sulle ricerche e sui giudizi di istituti universitari accreditati) che descrive i requisiti di qualità delle sostanze ad uso farmaceutico, le caratteristiche che i medicinali preparati debbono avere, suddivisi per categorie, ed elenca composizione qualitativa ed, a volte, quantitativa, nonché, in qualche caso, il metodo di preparazione di ogni mwcqfarmaco galenico (i cosiddetti "preparati galenici officinali") che le farmacie di quel paese sono autorizzate a preparare, oltre a varie tabelle.

Affinché svolga con efficacia il suo ruolo di riferimento, la farmacopea ufficiale deve comprendere tutte le sostanze importanti dal punto di vista delle terapie.

Ogni Stato del mwdamondo ha una propria farmacopea ufficiale. Molto autorevoli, ad esempio, sono considerate la F.U. (mwdqFarmacopea Ufficiale) italiana, la BP (British pharmacopoeia) inglese, la DAB (Deutsches Arzneibuch) tedesca e la USP (United States pharmacopoeia) statunitense.

In mwegGiappone nel mwew1996 il ministero della sanità, con la supervisione del dipartimento dello sviluppo e della ricerca, ha deciso di promulgare la Japanese pharmacopoeia, ora giunta alla sua 14ª edizione, che costituisce la raccolta ufficiale degli mwfqstandard farmaceutici giapponesi ed è utilizzata in tutta l'mwfgAsia.

In mwgaEuropa è in corso un processo di armonizzazione sopranazionale dei testi delle principali farmacopee ufficiali attraverso la compilazione della mwgqfarmacopea europea (mwggPhEur), che tuttavia non fa riferimento all'mwgwUnione europea, comprendendo tra i Paesi membri della relativa commissione anche la mwhaSvizzera.

L'mwhgOMS ha invece il compito di compilare la mwhwfarmacopea internazionale (mwiaPhI), pubblicata in prima edizione inglese e francese nel mwiq1951, in seconda edizione nel mwig1967 e in terza edizione nel mwiw1980.

In mwjqItalia, la farmacopea ufficiale è stata istituita dal testo unitario delle leggi sanitarie nel mwjg1934.

La Farmacopea Ufficiale (F.U.) della Repubblica Italiana

Essa viene redatta da una apposita commissione di esperti nominata dal ministero della sanità. Il testo dell'ultima edizione (la XII, che sostituisce a tutti gli effetti il testo base e il primo supplemento dell'XI edizione) della "«Farmacopea Ufficiale» della Repubblica italiana" è stato approvato con Comunicato del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali del 3 dicembre mwkg2008cite-ref-1[1] ed è entrato in vigore il 31 marzo mwlw2009.

Storia

Fin dai tempi antichi si denominavano Ricettario, Antidottario o simili tutte le raccolte di preparazioni medicamentose (mwmgelettuari, tinture e simili) che lo mwmwspeziale preparava e conservava nella propria officina, talora complete del prezzo del mwnafarmaco, del modo di prepararlo e dei saggi per verificarne la qualità.

Secondo lo Tschirch (mwngHandbuck der Pharmakognos. Tauchnitz, Leipzig, 1910) gli antichi mwnwegizi avrebbero posseduto una vera e propria Farmacopea ufficiale, opera di mwoaImhotep, cancelliere del re Doset. Si può tuttavia ragionevolmente affermare che le prime farmacopee furono quella mwoqaraba, il mwogTotum continens (Elhavi) di mwowar-Razi (865–925), e quella della mwpaScuola medica salernitanacite-ref-treccani-2-0[2] (IX secolo), non dimenticando quella di mwqqIbn al-Tilmīdh (1074–1165).

Celebri nel Medioevo furono il ricettario attribuito a Santa mwqwIldegarda di Bingen, l'Antidotario di Simone da Genova e quello di Nicolò Prepositocite-ref-treccani-2-1[2], lmwsg'mwswAntidotarium Nicolai. Nel tardo Medioevo questa era una delle opere farmaceutriche di riferimento e fu pubblicata a stampa nel 1471 a Venezia e tre anni dopo a Romacite-ref-massei-3-0[3].

La prima farmacopea ufficiale fu redatta sotto l'auspicio e la tutela di mwuqFederico II, mwugre di Sicilia, nel mwuwsecolo XIII. Per la prima volta l'opera farmaceutica era redatta per ordine dell'autorità governativa. Nei secoli successivi, la farmacopea assunse il carattere di documento ufficiale al quale tutti dovevano conformarsi e attenersicite-ref-treccani-2-2[2].

Le farmacopee cittadine

Al principio dell'mwxwetà Moderna, complice l'invenzione della stampa, si diffusero le farmacopee ufficiali, che fino alla metà del mwyasecolo XVIII furono redatte sotto il controllo dell'autorità cittadinacite-ref-treccani-2-3[2]. La prima edizione del mwzqRicettario Fiorentino venne stampata già nel 1499. Il titolo completo dell'opera era mwzgNuovo Receptario composto dal famossisimo Chollegio degli eximii Doctori della Arte et Medicina della inclita ciptà di Firenzecite-ref-cipriani-4-0[4].

Nei mwbaterritori aragonesi la mwbqConcordia Apothecariorum Barchinonensium di mwbgBarcellona risale al 1511, mentre la mwbwConcordia Aromatariorum Civitatis Cesarauguste di mwcaSaragozza è del 1546.

In Germania la mwcgcittà libera di mwcwNorimberga pubblicò nel 1548 la mwdaPharmacorum conficiendorum ratio di mwdqValerio Cordo con valore ufficiale, mentre la mwdgPharmacopoeia Augustana di mwdwAugusta apparve nel 1567. La parola "farmacopea" fu usata per la prima volta dalla mweacittà di Basilea nel 1561 come titolo della mweqPharmacopœia medicamentorum omniumcite-ref-basel1561-5-0[5].

Nella seconda metà del Cinquecento si dotarono di una farmacopea ufficiale città come mwfwMantova (mwgaAntidotarium Mantuanorum del 1559), mwgqVenezia (mwggRicettario utilissimo et molto necessario a tutti gli spetiali che vogliono preparare le medicine regolarmente del 1560), mwgwBologna (mwhaAntidotarium Bononiensis del 1574) e mwhqRoma (mwhgAntidotarium Romanum del 1583)cite-ref-massei-3-1[3]. Nel mwiw1580 ebbe una farmacopea il comune di mwjaBergamo, in seguito anche Parma e Piacenzacite-ref-treccani-2-4[2].

Nel mwkgSeicento apparvero farmacopee in tutta l'Europa occidentale: a mwkwValencia (mwlaOfficina Medicamentorum del 1601), mwlqLondra (1618), mwlgColonia (mwlwPharmacopoea sive Dispensatorium Coloniense del 1627cite-ref-6[6]), mwnaLione (mwnqPharmacopoea Lugdunensis del 1628cite-ref-7[7]), mwogAmsterdam (mwowPharmacopoea Amstelredamensis del 1636), mwpaParigi (mwpqPharmacopoea Parisiensis del 1639cite-ref-8[8]), mwqgLilla (mwqwPharmacopœia Lillensis del 1640cite-ref-9[9]), mwsaBruxelles (mwsqPharmacopoeia Bruxellensis del 1641cite-ref-10[10]), mwtgCopenaghen (mwtwDispensatorium Hafniense del 1658cite-ref-kruse-11-0[11]). Lmwva'mwvqAntidotario napoletano fu pubblicato nel 1640: esso, peraltro, sostituiva la precedente farmacopea del 1614cite-ref-massei-3-2[3].

Nel Settecento le farmacopee assunsero un'impostazione scientifica di tipo chimico-farmaceutico. In questo senso la svolta era stata rappresentata dalla mwwwPharmacopée universelle di mwxaNicolas Lémery, pubblicata a mwxqParigi nel 1697. Sul solco di quest'ultima uscirono nel 1727 il mwxgRicettario Viennese e nel 1736 la mwxwPharmacopoea Taurinensis, che sarà sostituita nel 1846 dalla mwyaFarmacopea per gli Stati Sardicite-ref-massei-3-3[3], così come le farmacopee di mwzqLeida (mwzgPharmacopoea Leidensis del 1718) e di mwzwEdimburgo del 1756cite-ref-surgeons-12-0[12].

Le farmacopee nazionali

A partire dalla fine del Settecento iniziarono ad essere emanate in alcuni stati europei delle farmacopee nazionali, vigenti in ampi territori. Così avvenne in mw1gDanimarca (mw1wPharmacopoea Danica del 1772cite-ref-kruse-11-1[11]), mw3aSvezia (mw3qPharmacopoea Suecica del 1775cite-ref-dinamica-13-0[13]), mw4gRussia (mw4wPharmacopoea Rossica del 1778cite-ref-dinamica-13-1[13]), mw6aAustria (mw6qFarmacopea Austriaco-Provincialis del 1774cite-ref-massei-3-4[3]), mw7gSpagna (mw7wPharmacopea Hispana del 1794cite-ref-dinamica-13-2[13]).

Negli anni successivi al mw9qCongresso di Vienna vennero pubblicate farmacopee nazionali in mw9gFrancia (mw9wPharmacopœia Gallica del 1818cite-ref-surgeons-12-1[12]), mw-aStati Uniti (mw-qThe Pharmacopœia of the United States del 1820cite-ref-surgeons-12-2[12]), mwaqiPaesi Bassi (mwaqmPharmacopoea Belgica del 1823cite-ref-14[14]).

Il processo raggiunse il suo completamento alla metà dell'Ottocento, complici le unificazioni nazionali, con l'emanazione di farmacopee ufficiali in mwaqkGran Bretagna (mwaqoBritish Pharmacopoeia o mwaqsPharmacopoeia Britannica del 1864), mwaqwSvizzera (mwaq0Pharmacopoea Helvetica del 1865cite-ref-15[15]) e mwariGermania (mwarmPharmacopoea Germanica del 1873cite-ref-16[16]).

Il 3 maggio del mwark1892 venne pubblicata la prima mwaromwarsFarmacopea Ufficiale del mwarwRegno d'Italia che inglobava le farmacopee in vigore prima dell'unificazione dell'Italiacite-ref-massei-3-5[3].

Le farmacopee sovrannazionali

Con l'affermazione dei medicinali prodotti dall'mwasmindustria farmaceutica e spesso coperti da mwasqbrevetti, le preparazioni galeniche officinali, e quindi le farmacopee, hanno perso l'importanza che avevano in passato. Tuttavia, ogni nazione ha ancora la propria farmacopea ufficiale, periodicamente aggiornata, ed è in corso un processo di ulteriore unificazione, questa volta a livello sovrannazionale. Ne sono esempio la mwasuFarmacopea europea, non limitata alla sola mwasyUnione europea, e la mwascFarmacopea internazionale, promossa dall'mwasgOrganizzazione mondiale della sanità.

Note

cite-note-11. Comunicato del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana, Serie generale, n. 304 del 31 dicembre 2008, p. 50.
cite-note-treccani-22. mwatomwatsmwatw"Farmacopea" sull'Enciclopedia Treccani, su mwat0treccani.it.
cite-note-massei-33. mwausmwauwmwau0Luca Massei, mwau4Farmacopee sul sito Farmastoria, su mwau8cisag.altervista.org. mwavaURL consultato il 5 aprile 2018 mwave(archiviato dall'mwaviurl originale il 5 aprile 2018).
cite-note-cipriani-44. mwavyGiovanni Cipriani, mwavcLa via della salute. Storia della farmacia sul sito dell'Università di Firenze
cite-note-basel1561-55. mwavsA Foes, mwavwPharmacopœia medicamentorum omnium, quæ hodie ... officinis extant, etc., Basel, 1561.
cite-note-66. mwawaPharmacopoea sive Dispensatorium Coloniense, Birckmann, Köln1627 mwawe(Digitalisat)
cite-note-77. mwawumwawymwawccatalogo Hathi Trust, su mwawgcatalog.hathitrust.org.
cite-note-88. mwawwmwaw0mwaw4sito biuSanté, su mwaw8biusante.parisdescartes.fr.
cite-note-99. mwaxmmwaxqmwaxusito biuSanté, su mwaxybiusante.parisdescartes.fr.
cite-note-1010. mwaxomwaxsmwaxwcatalogo Hathi trust, su mwax0books.google.it.
cite-note-kruse-1111. mwaymPoul R. Kruse, mwayqThe history of the Danish pharmacopoeias sul sito ISHPWG Denmark
cite-note-surgeons-1212. mwaywmway0mway4Catalogue of the Library of the Royal College of Surgeons in London, su mway8books.google.it.
cite-note-dinamica-1313. mwazcmwazgmwazkFarmacologia Dinamica, su mwazobooks.google.it.
cite-note-1414. mwaz4mwaz8mwaaaAmerican Journal of Pharmacy, vol. 1, su mwaaebooks.google.it.
cite-note-1515. mwaaumwaaymwaac150 Jahre Pharmacopoea Helvetica, su mwaagswissmedic.ch.
cite-note-1616. mwaawmwaa0mwaa4Internet Archive, su mwaa8archive.org.

Bibliografia

• mwabmIstituto Superiore di Sanità. mwabqFarmacopea ufficiale della Repubblica Italiana. Con CD-ROM. 12ª ed. Istituto Poligrafico dello Stato (collana "Sanità"), 2008. ISBN 978-88-240-2884-4.

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) pharmacopoeia, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.